Progetti

+Serie Crate
+Stand Ipotetico
+Fondazione ReRebaudengo
+Uffici Blu Building
+Camera d'albergo
+Un kit da abitare
 
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Serie Crate

Abbiamo scelto nel primo anno, come elemento centrale del Laboratorio, la poltroncina Crate, sempre di Rietveld, per alcune sue caratteristiche;
- Il grande interesse socio-culturale di questo progetto nato appena dopo, non a caso, la grande depressione mondiale del ’29 e caratterizzato quindi da estrema economicità;
- La sua monomaterialità, in quanto si utilizzano tavolette di legno di larghezza e spessore costante e variabili solo in lunghezza, caratteristica che favorisce la semplicità delle scelte costruttive;
- Fa parte di una serie di mobili semplici da costruire, quasi do-it-yourself, tutti basati solo su due nodi strutturali;
- È progettata per essere spedita smontata, razionalizzando gli ingombri degli imballaggi;
- Fa parte di una serie che comprende un arredamento completo, ad eccezione del progetto di un letto. Non che Rietveld se ne sia dimenticato, semplicemente I suoi disegni sono andati persi.
- E’ un progetto molto interessante e molto "a misura d’uomo", non possiede cioè quella arrogante definitività che caratterizza, ad esempio, la Red & Blue; non intimidisce con la forza di un disegno definito e definitivo.

 

 

Stand Ipotetico

Nel terzo anno abbiamo afforntato un workshop in collaborazione con un'azienda che si occupa di manifestazioni fieristiche.
Il tema è stato quindi quello di creare uno stand per un'ipotetica azienda di orologi dal targhet giovanile.
Abbiamo quindi voluto ricreare un'ambientazione urbana, comprensiva di reti metalliche da cantiere, transenne e "panettoni" di cemento.
Gli orologi erano esposti lungo un percorso che imitasse le gesta dei ragazzi che abitano la città, stimolando il visitatore ad identificarsi in loro per alcuni istanti e vivendo così un'esperienza che sarebbe servita a ricordare il prodotto esposto.

 

 

Fondazione ReRebaudengo

Lo scopo del Laboratorio del primo anno di laurea specialistica è stato quello di ridisegnare il parco situato di fronte al Museo di arte cotemporanea Fondazione Sandretto ReRebaudengo.
Nel parco era situata un'opera della Biennale dei Arte di Venezia del 2000, ovvero un tubo di 3 metri di diametro di acciaio grezzo, normalmente utilizzato per creare condutture e che in occasione della Biennale rappresentava, come le fibre ottiche per la luce, il supporto con cui l'arte viaggiava nelle città itaiane in occasione della rassegna.
Questo "tubo" infatti erastato posato in parecchie città itaiane.
Il lavoro doveva concentrarsi attorno alla figura del tubo, che era ormai in stato d'abbandono.
La soluzione proposta è stata quela di ri-dividere il tubo nelle sue sei parti (per questioni di trasporto l tubo era stato assemblati in loco), e creare delle collinette che culminassero con il tubo posto in posizione orizzontale, così da creare un paesaggio che fondesse la sensazione di essere in un giardino botanico dai vasi giganti o in una valle tra dei vulcani, che sputano non lava ma natura.
In questo modo abbiamo modificato radicalmente il paesaggio antistante la Fondazione, creando un nuovo paesaggio, che doveva roteggere e svelare la Fondazione ai passanti solo quando questi le si avvicinavano, come fosse una piccola piana incantata a cui si accede attraverso i valichi lasciati dalle montagne.

 

 

Uffici Blu Building

Sesto San Giovanni vanta un passato industriale, il centro dell'industria metallurgica italiana, europea e mondiale; Falk, Breda, Menarini.. 3 colossi che hanno fatto una città; tuttora si trovano i binari che attraversano le strade, gli stessi binari che portavano i treni direttamente nelle fabbriche la cui architettura delineava in maniera prepotente il paesaggio urbano. Noi intendiamo recuperare questo linguaggio storico proprio di Sesto San Giovanni, un linguaggio "industrial" come diremmo ora, "urban" per gli anglosassoni, un rapporto che fonde il paesaggio esterno con quello privato.
Una casa di produzione e distribuzione video, un ambiente giovanile, multirazziale, dinamico, forte e deciso che si identifica con lo "street style" che abbiamo trovato a Sesto.
Noi cercheremo di reinterpretare questo comportamento in una nuova chiave, passando dagli strumenti tipici dello stile alle sperimentazioni degli anni 50-60, dagli studi degli Archizoom alle sedute collettive.. Fondere l'interno con l'esterno: nel nostro ufficio vivrà gente che passerà anche molte ore e il solo pensiero di essere al chiuso potrebbe metterli a disagio, fondere l'interno con l'esterno potrebbe essere la loro salvezza.

 

 

Camera d'albergo

Il nostro iter progettuale ha come punto di partenza l’osservazione della natura in particolar modo lo studio dell’elemento foglia.
Dopo aver preso in considerazione tutte le sue caratteristiche (colore, forma, aggregazione, luce-ombra, suono, …,) siè deciso di utilizzare l’elemento luce – ombra - penombra che le foglie creano quando sono illuminate dal sole.
Il progetto dell’hotel low cost quindi presentaelementi decorativi sulla facciata,nella testata del letto, nel box bagno, nel contro soffitto del corridoio checreano effetti diluce e ombra all’interno degli ambienti. Invece la scrivania e l’armadio sono decorati con delle macchie di color verde sulla loro superficie.
Andando nel dettaglio:
- la facciata: è costituita da una doppia pelle realizzata con una superficie finestrata e una maglia di acciaio zincato che forma la nostra texture simbolo di contorni di foglie stilizzate. In questo modo si creando nelle stanze ombre che texturizzano l’ambiente;
- la testata del letto: è costituita da un pannello in legno decorato con piccoli fori che costituiscono la nostra texture a foglie retroilluminata da luce fluorescente. Anche in questo caso la luce decora anche l’ambiente texturizzandolo;
- il box bagno: è sito in posizione centrale nella stanza ed è costituito da tre pareti in vetro retroverniciato. In questo caso sono i vuoti della verniciatura a formare il nostro motivo di decoro. Il box di vetro quando viene acceso proietta ombre e luci all’interno della stanza.
- il corridoio: ha la texture traforata nel contro soffittoe anche in questo caso di creano giochi di luci e ombre.
Per far si che le ombre e le luci siano il soggetto principale del nostro ambiente tutte le finiture sono state pensate in toni neutri quali il bianco avorio lucido per il pavimento il resina e il bianco avorio opaco per le pareti in vernice vinilica.


Un kit da abitare

La nostra cellula abitativa, che abbiamo soprannominato “un kit da abitare”, è costituita da due elementi distinti, ovvero, il modulo bagno e il modulo stanza.
Quest’ultimo è costituito da tre pareti di cui una attrezzata con due letti a ribalta e due vani armadio.
La particolarità di questo modulo è di poter essere ripiegato su se stesso e in questo modo occupare uno spazio minimo che ne agevola il trasporto.
Le dimensioni della cellula sono state studiate per rispondere al nostro intento di avere un alloggio minimo in poco spazio. La forma, invece,permette di avere una maggiore libertà di aggregazione delle cellule nello spazio poiché i lati sono dimensionalmente uguali a due a due. (L’ingombro complessivo del nostro modulo è un cubo di240cm di lato).
Le cellule nello spazio vengono raggruppate in modo da creare piccole piazze che assumono la funzione di luoghi di aggregazione tra gli ospiti dell’hotel,allestite con pouf; e spazi più ampi allestiti con tavoli polifunzionali.
Altre funzioni dello spazio sono:
- la reception sita all’ingresso del padiglione E
- uno spazio strorage personale e uno spazio polifunzionale nel soppalco del pad. E
- una zona lounge e dining nel padiglione D.
L’ingresso del padiglione E è costituito da una waiting area allestita a pouf e dalla reception allestita con backlight che formano il banco e hanno anche la funzione di divederlo dall’ambiente “notte”.
La zona storage personale nel soppalco, invece è allestita da mobiletti con chiusura che permettono di conservare con sicurezza i propri oggetti personali, mentre la zona polifunzionale è allestita con poufsparsi nello spazio e da cuscini posizionati nella trave fuori spessore.
Infine il padiglione D prevede nella zona dining un allestimento con tavoli e sedute e una zona cucina/bar/self-service; mentre la zona lounge è allestita con tappeti, pouf e backlight che la delimitano longitudinalmente